I rischi da prendersi nelle diverse fasi del mercato finanziario

Il presentarsi di fasi positive e fasi negative, il quale ha reso particolari i mercati finanziari negli ultimi tempi, ha attratto l’attenzione di parecchi economisti. Questi hanno principiato a impadronirsi delle nozioni di di economia comportamentale proponendo di nuovo un dilemma: il comportamento in effetti assunto dagli investitori nel’attuare le personali scelte di investimento. Importante è la posizione che tale approccio ha assunto nel tracciare la tendenza dei mercati economici degli ultimi periodi, che non pare seguire il principio della teoria finanziaria standard: prezzo, uguale valore imprescindibile del titolo.

Mentre la teoria dei mercati funzionanti parte dalla condizione che l’investitore sia scientifico, sia provvisto di un’informazione integra e tenda a incrementare l’utilità attesa; l’economia del comportamento sostiene viceversa che le persone non debbano essere ininterrottamente razionali e offre quindi nuove possibilità circa le preferenze degli stessi. In simile teoria si da importanza come gli investitori tentino di ricevere il meglio per sé.LLa componente psicologica dei mercati finanziari pertanto, tenendo conto delle “debolezze umane” che possono indurre un uomo a realizzare delle scelte di investimento anormali, si presenta alla maniera di un approccio più oggettivo.

La necessità di tralasciare l’ipotesi di perfetta ragionevolezza ha origine dal fatto che questa non sembra in grado di esporre alcune certezze empiriche rintracciabili all’interno dei mercati finanziari. Si giunge quindi all’epilogo che la razionalità dell’investitore, descritta dall’ipotesi di mercati efficienti, sia solamente un’illusione e che prima o poi simile credenza darà sempre più valore alla più empirica “Behavioral Finance”.

In relazione a la dottrina economica standard le serie storiche dei valori dei mercati economici sono non stazionarie. Il corso non stazionario più semplice è detto “random walk” in funzione al quale una variabile aleatoria, come il valore di un’attività finanziaria, assume in ogni istante un valore non prevedibile.

La parola “random walk” evoca un processo pienamente aleatorio per il quale nessun modello matematico riesce ad adattarsi. Con una serie sufficientemente lunga di preferenze, il risultato complessivo darebbe alla luce il 50% di scelte esatte e il 50%di scelte sbagliate. La distribuzione dei valori più ripetutamente ricondotta al processo casuale è quella detta normale o gaussiana.

Un buon sistema per delegare i propri soldi è quello di rimettersi all’esperienza di una società di intermediazione mobiliare in grado di ridurre al minimo il rischio causato dai cambiamenti del mercato.

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